martedì 26 luglio 2011

show must go on

L'altra sera davanti a un mojto ho avuto una discussione con un amico che mi ha spiegato con estrema sintesi e chiarezza la situazione in cui mi trovo adesso. Tutto ora è nuovo, tutto deve essere resettato e da questo punto imparare di nuovo a creare il mondo che mi circonda. Bisogna rimettersi in gioco e prendere la situazione più come una nuova occasione che come uno stallo conseguente al fallimento.
La vita è così, certe cose capitano a tutti e io non sono migliore o peggiore degli altri. Quindi si volta pagina e si procede.
Mi ha anche consigliato un buon libro. Credo lo leggerò.



mercoledì 11 maggio 2011

C'è ancora tempo?

Ho sempre vissuto con la convinzione di avere perennemente tempo a disposizione. Per qualsiasi cosa.
Quando ero più giovane, più giovane di così intendo, tendevo a procrastinare. Non solo le azioni ma anche le intenzioni. Pensavo avrei avuto tempo per qualunque cosa desiderassi, per gli hobby, lo sport, i viaggi, la salute... e in fin dei conti per moltissime cose futili è ancora così ma per altre no. E sono proprio queste altre che mi danno da pensare.
Ciclicamente mi fermo a riflettere e a redigere un bilancio della mia vita, come credo tutti facciano più o meno di frequente. Più passano gli anni e più il risultato d'esercizio ha un peso maggiore dei bilanci precedenti. Le responsabilità, gli impegni, oneri, ratei, risconti, tutto diventa maggiore. 
Ripensando ai problemi adolescenziali non riesco a non sorridere. Tutti quei "cioè" spesi abusivamente nelle confidenze agli amici, nelle lunghe telefonate da una cabina del centro per conquistare il cuore di chissà quale ragazzina che non mi "cagava neanche di striscio", come si dice da queste parti. Ogni età ha i suoi problemi insormontabili ma col senno di poi posso permettermi di ridere sopra le mie turbe psichiche post-pubertali (si potrà poi dire?).  
Anche adesso sono in fase di bilancio, come ce ne sono state tante nel corso della mia giovane, ripeto, giovane vita. Ora però gli argomenti di riflessione li sento molto più importanti. Direi più o meno essenziali per il mio equilibrio futuro. Forse perché l'orologio biologico a dispetto dello stile di vita "imposto" della moderna società se ne sbatte altamente dei dogmi comminati dalle mode e dagli usi e costumi creatisi in questa generazione. O forse perché semplicemente il mio piano di ammortamento per i prossimi esercizi non riesce ad incastrarsi nella realtà che mi circonda. Non sono più così sicuro di avere tanto tempo a disposizione.
Ho come la sensazione che il mio lassez faire stia lasciando il posto ad una sorta di ansia da prestazione, o, meglio, ad una perplessità sulla qualità del mio operato nel recente passato, delle mie scelte, dei miei percorsi. 
Il succo del discorso è che sono arrivato alla mia età cosciente delle scelte prese, senza rinnegarle, ma con un filo perplessità sul mio domani. 
Perdonerete ancora la sfilza di banalità condite da linguaggio pseudo-tecnico-commerciale ma sono diplomato ragioniere e non c'è momento della mia vita, da quando ho tentato di intraprendere l'università, che non venga a galla il mio disagio per non aver intrapreso alle superiori un indirizzo di studi classici. Ma forse per quello c'è ancora tempo.



John Maynard Keynes


Una grande barba vuol dire pidocchi, non cervello [citazione di un anonimo greco per sfatare la saggezza senile]

venerdì 15 aprile 2011

la gente cambia?

E' una domanda che mi arrovella.
Da sempre fermamente convinto che l'indole umana avesse una sorta di "genoma" caratteriale impossibile da mutare, ho realizzato che la mia convinzione semplicemente era una cazzata.
La gente cambia, a cominciare da me stesso. Magari non tutti cambiano drasticamente. Alcuni smussano solamente certi aspetti del loro essere, altri si adattano alle situazioni e altri ancora si inzerbiniscono.
Spesso si muta in meglio e a volte... decisamente no. Ma cos'è meglio o peggio? Buono o cattivo, giusto o sbagliato? A chi l'onere della decisione? Forse a se stessi. Forse. Anzi, dovrebbe. E' sempre difficile e in certi casi fisiologicamente impossibile riuscire a giudicarsi con oggettività. Per qualche oscuro motivo tendiamo sempre ad "avere ragione". Chissà come mai.
La gente cambia?
A volte semplicemente prende coscienza di se e anche senza modificare in profondità il proprio io riesce tuttavia a stravolgere il suo mondo e quello di chi gli sta attorno. Altre volte, invece, si ritiene insoddisfatta della propria condizione e si mette alla ricerca di un qualcosa che possa cambiarla, appagarla, completarla. Darle un senso. Una svolta.
Chi si ferma è perduto, diceva qualcuno del quale ignoro l'identità.
Capita che questo peregrinare porti alla tanto agognata meta. Capita altresì che spesso ci si metta alla ricerca di qualcosa che, a pensarci bene, è solo un'idea sfocata e per questo irraggiungibile.
Succede talvolta che arrivati ad un certo punto del proprio percorso su questa terra ci si adagi, convinti di aver raggiunto una sorta di equilibrio. La felicità, magari.
Ma anche succede che puntualmente qualcun'altro ci instilli, come una goccia d'olio freddo dentro l'orecchio, il dubbio che tutto il nostro mondo sia in realtà effimero, scuotendo fin dalle fondamenta il bastione che abbiamo creato e facendolo crollare come fosse di carte.
Succede. 
Si, ma che due palle!
Improvvisare adattarsi raggiungere lo scopo, diceva Clint Eastwood in Gunny. Ho sempre pensato che fosse un gran motto.
Quello che ho imparato io, perché la mia esperienza è l'unica merce che posso "vendere" riuscendo a guardarmi allo specchio la mattina, è che spesso una via di mezzo che riesca a far quadrare il cerchio esiste. Purtroppo, però, non è sempre sufficiente. Non a tutti.
Accontentarsi va bene. Ma non a tutti. 
Esigere sempre il meglio va bene. Ma non a tutti.
Cambiare è vivere. Ma non per tutti.
Prendere coscienza di quella che è oggettivamente la realtà delle cose e il limite delle nostre possibilità sarebbe utile a vivere meglio. Ma non a tutti.
Anche capire quale possa essere il nostro percorso di vita sarebbe vantaggioso, così come avere dei progetti potrebbe aiutarci nella costruzione del nostro castello. Ma non tutti la pensano come me.
Del resto il mondo è bello perché è vario, diceva un altro a me sconosciuto.
E dopo trentasette righe di luoghi comuni concludo dicendo che "cambiare" è umano, l'importante è riconoscere con onestà il proprio stato cercando di essere consci che anche nella nostra fortezza di carte (da scala o briscola è indifferente) vale la terza legge della dinamica e cioè che ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria.









lunedì 21 marzo 2011

è arrivata!

La primavera intendo. Certo, ancora non in tutto il suo splendore ma ci sono i presupposti giusti.
I fiori cominciano a sbocciare (almeno sulle bancarelle dei vivai), le persone azzardano indossare capi più leggeri, gli uccellini fanno cip cip e la mia allergia ai pollini inizia a farsi sentire. Quindi occhi arrossati e lacrimosi, naso tappato e voce da Topo Gigio. Cheppalle! Fortuna che esistono il collirio antistaminico e il fluticasone propionato.
Tuttavia, nonostante la mia cagionevole condizione umana riesco ad apprezzare il mondo che mi circonda e che ciclicamente si tramuta al cambiare delle stagioni. Oggi, poi, il sole splendeva alto nel cielo anche se un vento semigelido sferzava ancora con antipatica insistenza.
Questo rito della stagionalità si fonde con la realtà del mio lavoro che tendo a procrastinare mentalmente il più possibile ma che quando finalmente arriva mi travolge con entusiasmo spremendomi come un limone finché, agli sgoccioli dell'estate, inizio a nutrire sentimenti nostalgici ripensando a castagne e vino novello.
Cazzarola, manca poco...


lavoro come un can...



lunedì 14 marzo 2011

angolo di mare... e caffè

Amo passeggiare sul lungomare. Spesso da solo. Concilia la riflessione, la meditazione. Inoltre è ideale come attività fisica leggera. Lo consiglio a tutti.
Amo osservare il mare, le sue innumerevoli sfumature del verde e dell'azzurro. Colori che cambiano in base al cielo, alle onde, al sole che ne illumina al superficie increspata.
Amo il fragore ritmato delle onde che si infrangono contro la scogliera, il loro profumo, il sale sulla pelle e sulle labbra portato con irruenza dallo scirocco.
Tutto molto bello. Direi quasi poetico. Certo lungo il tragitto devo anche guardare dove metto i piedi, essendo la via disseminata di decine di merdazze. Questo particolare effettivamente toglie un poca della magia sopra citata.
Un'altra mia passione è il caffè espresso. Rigorosamente amaro e ristretto. La cremosità della schiuma con il suo color nocciola intenso, la inebriante sensazione del suo aroma. Un paio di sorsi soltanto, ma sufficienti a invadere la bocca coi suoi sentori di cacao e di liquirizia.
Da qualche tempo riesco a far coincidere questi due piaceri in un angolo rilassante dove poter degustare una delle mie bevande preferite con gli occhi e la mente persi nello specchio blu.
Un vero angolo di mare.


lunedì 7 marzo 2011

che sto facendo?

Salve!
Mi presento. Sono Augusto e vivo a Caorle.
Il motivo che mi spinge a scrivere su questo coso chiamato blog non mi è ancora del tutto chiaro. Mi sembrava un'idea simpatica, seppure inflazionata. Le mie intenzioni? Buio totale anche su quelle, quindi sto realizzando
velocemente che il futuro di queste righe potrebbe essere già segnato. Ma non dispero, qualcosa inventerò. Magari ci piazzerò due foto, sparerò due cagate e attenderò invano un qualsiasi riscontro da qualche anima viva.
Ammetto di non aver letto nemmeno una riga di un qualsiasi blog in tutta la mia vita (nemmeno  quello di quel tizio genovese con la barba) e sono quindi preparato all'idea che nessuno possa mai leggere quanto sotto.
A presto.
Forse.